Sanzione fino a 30 euro per chi non accetta i pagamenti con carte. Il meccanismo sanzionatorio utile a incentivare l’uso della “moneta di plastica” esiste già ed è previsto dal Codice penale in vigore. Si tratta dell’articolo 693 secondo cui «chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a trenta euro».

E per renderlo operativo anche nei casi di transazioni commerciali effettuate con la moneta elettronica si starebbe ragionando sull’ipotesi di calare la norma del codice penale (già depenalizzata a sanzione amministrativa) nel decreto legislativo esaminato la scorsa settimana da Palazzo Chigi e inviato in Parlamento per i pareri che attua la nuova direttiva sui servizi di pagamento nell’Unione europea e commissioni interbancarie sulle operazioni con carta di pagamento nota come Psd2 (payment services directive) e che nella sostanza riduce le commissioni interbancarie allo 0,3% sulle carte di credito e 0,2% su quelle di debito (ad esempio il bancomat) e ancora di più sui micropagamenti fino a 5 euro.

L’idea di recuperare con alcuni aggiustamenti l’articolo del Codice penale e di non ricorrere a un nuovo decreto interministeriale dell’Economia e dello Sviluppo economico si concretizzerà nelle prossime settimane. A portarla avanti sarà Sergio Boccadutri (Pd), relatore al nuovo decreto legislativo sulla Psd2 e soprattutto autore dell’emendamento sui micropagamenti e sull’introduzione di un sistema sanzionatorio per chi rifiuta l’utilizzo del Pos: «È inaccettabile e è un inganno vero e proprio – sottolinea Boccadutri – pensare che un esercente, nell’indicare sulla vetrina la possibilità di pagare la transazione con bancomat o carta di credito, alla fine si rifiuti di utilizzare il Pos».

Fonte: Il Sole 24 Ore